Il 10 settembre del '43 si svolse lo scontro di Porta San Paolo tra i romani e l'esercito tedesco, che costò la vita a diverse centinaia tra soldati e cittadini comuni, accorsi a difendere la città. Diverse epigrafi ricordano fatti e caduti di quella famosa battaglia, considerata il primo episodio della Resistenza a Roma contro gli invasori tedeschi.
Il percorso della visita, che si snoda da Porta San Paolo al Ponte dell'Industria, ricorda i momenti salienti di quella giornata e ricostruisce i mesi durissimi dell'occupazione, affidandosi anche alla lettura di cronache e testimonianze
La battaglia del 10 settembre 1943 a Porta San Paolo a Roma rappresenta uno degli episodi più drammatici e simbolici della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo scontro segnò uno dei primi atti concreti di opposizione militare e civile al nazifascismo, avvenuto poche ore dopo l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre.
Dopo la proclamazione dell'armistizio da parte del generale Pietro Badoglio, l'Italia si trovò in una situazione di caos politico e militare. Le forze tedesche, presenti in gran numero sul territorio italiano, iniziarono immediatamente a occupare i punti strategici del paese. Roma, capitale e simbolo dell'unità nazionale, divenne un obiettivo cruciale per i nazisti. La reazione italiana fu confusa: il governo e il re Vittorio Emanuele III fuggirono a Brindisi, lasciando l'esercito e la popolazione civile senza una guida chiara.
In questo contesto, il 10 settembre 1943, un gruppo eterogeneo di militari italiani, civili, partigiani e membri delle organizzazioni antifasciste si raccolse presso Porta San Paolo per tentare di difendere la città di Roma dall'occupazione tedesca. Questa storica porta, situata lungo le antiche mura aureliane, divenne il teatro di una resistenza disperata ma eroica.
I combattenti italiani erano male armati e scarsamente organizzati, ma animati da un profondo senso di patriottismo e dalla volontà di opporsi all'invasore. Tra di loro si trovavano soldati sbandati che avevano disertato le caserme, civili accorsi con mezzi di fortuna e gruppi di partigiani già attivi nella lotta antifascista. Nonostante il coraggio dimostrato, i difensori dovettero fronteggiare forze tedesche ben equipaggiate e supportate da mezzi corazzati.
La battaglia durò per diverse ore, ma alla fine le truppe tedesche riuscirono a sopraffare la resistenza e ad entrare a Roma. Le perdite tra i difensori furono significative, sia in termini di vite umane che di morale. Tuttavia, questo episodio non rappresentò una sconfitta definitiva: la lotta iniziata a Porta San Paolo ispirò la successiva Resistenza italiana, che si sarebbe sviluppata nei mesi e negli anni seguenti.
Tra i protagonisti della battaglia si ricordano figure come il partigiano Rosario Bentivegna e il sacerdote don Giuseppe Morosini, simboli del sacrificio e dell’impegno per la libertà. La memoria di Porta San Paolo è oggi custodita con grande rispetto: una lapide commemorativa e un monumento ricordano i caduti di quel giorno e il loro contributo alla causa della liberazione.
La battaglia di Porta San Paolo rimane una testimonianza del coraggio di chi, pur in condizioni disperate, scelse di lottare per la libertà e contro l’oppressione. Questo evento segna l’inizio di un percorso che porterà l’Italia a ritrovare la democrazia e a liberarsi dalla dittatura nazifascista.
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Foto di Mauricio A. da Pixabay